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Il sito di notizie e analisi della quarta
internazionale
Gli articoli di tutti i numeri rivista
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L'archivio di tutti gli scritti di Ernest Mandel
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Da Vladimir Ilich a Vladimir Luxuria
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| Il voto utile a Sinistra Critica
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di Olmo Dalcò (olmodalco83@hotmail.com)
La pubblicazione del nuovo rapporto dell’Ocse sul costo del lavoro ha suscitato numerose polemiche tra i vari candidati premier alle prossime elezioni politiche, i quali si sono persino riscoperti come nuovi difensori del salario dei lavoratori. La verità, tuttavia, è che tutti i partiti, sino alla Sinistra Arcobaleno di Bertinotti, hanno votato nel corso degli ultimi anni provvedimenti fiscali finalizzati alla riduzione del salario netto e a vantaggio dei profitti.
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| Relazione introduttiva della Conferenza nazionale di Sinistra Critica
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Di Salvatore Cannavò
Confesso di provare una certa emozione a introdurre questa assemblea che, di fatto, rappresenta il primo congresso nazionale di Sinistra Critica. Da quando abbiamo realizzato la mozione congressuale nel Prc abbiamo fatto molta strada. Abbiamo costruito un collettivo diffuso, una fiducia reciproca, un sentire comune. E abbiamo prodotto dei fatti politici, penso innanzitutto al 9 giugno contro Bush. Abbiamo costruito una pratica collettiva fatta di democrazia e di reciproco ascolto.
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| Un programma di governo non si improvvisa
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di Riccardo Bellofiore e Joseph Halevi (da il manifesto del 27/10/2007)
Rossanda ci chiede: come è possibile andare al di là di un «punto di vista» sull'economia, sul lavoro, sul welfare? Come far vivere, nella concretezza degli attuali rapporti di forza, un programma praticabile? Realfonzo replica perentoriamente: gli economisti della Rive Gauche hanno un accesso «scientifico» alle cose tangibili del mondo. L'unica alternativa credibile alla posizione dominante è l'appello per la stabilizzazione del debito pubblico. Ma i politici non ascoltano e i giornali di sinistra non sostengono a sufficienza la battaglia mediatica. Dissentiamo.
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| A sinistra di Veltroni, l'opposizione a Prodi
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di Salvatore Cannavò (Da Liberazione del 17/10/2007)
Che un ciclo politico sia finito e un altro si stia aprendo lo dimostrano efficacemente le primarie del Pd. Il partito nato dallo scioglimento del Pci, i Ds-Pds, non c'è più e non si tratta di un dato puramente quantitativo, due partiti al prezzo di uno, ma di un cambiamento qualitativo che impatta anche sulla cosiddetta sinistra radicale - ma chi gliel'ha dato questo aggettivo? - pronta anch'essa a un mutamento decisivo.
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| Anomalia o crisi di sistema?
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Di Danilo Corradi
Molti giornali in queste settimane si sono impegnati nel descrivere la crisi finanziaria legata ai mutui subprime come una crisi essenzialmente speculativa, sviluppatasi per le manovre di investitori finanziari senza scrupoli e comunque destinata a non pesare troppo sull'economia reale. Una campagna stampa per “rassicurare” i mercati, ma anche per sostenere un sistema economico in cui serve solo “dare una ripulita dalle mele marce”.
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| Ogni discorso sulle "radici" è reazionario
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Massimiliano Tomba* (da Liberazione del 5/09/2007)
Nel XIX secolo l'appartenenza linguistica era uno dei criteri adottati per definire la nazionalità. Richard Böcken lo considerava l'unico criterio attendibile. La questione che si pone, non appena si parla di minoranze linguistiche, non è la molteplicità delle lingue parlate, la loro vitalità o la loro prossimità alla morte. Vale al riguardo quando diceva il reverendo Griffiths relativamente alla lingua gallese: «Lasciate che finisca di morire del tutto, in santa pace e onorevolmente. Le siamo così affezionati che non vorremmo procrastinarne l'eutanasia. Ma nessun sacrificio sarà mai troppo grande per impedire che venga assassinata».
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| Lo spartiacque del 9 giugno
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A cura del Gruppo operativo nazionale dell'associazione Sinistra Critica
Che il 9 giugno rappresenti per i movimenti italiani e la sinistra una data spartiacque è confermato da alcuni fatti incontestabili. Grande corteo da piazza Esedra a piazza Navona – la cifra fornita dalla Questura, 12 mila partecipanti, non ha alcun riscontro è sufficiente sapere che con la testa del corteo a Piazza Venezia la coda stava entrando in via Cavour, se non erano 100mila 80mila ci stavano tutti – flop, in tutti i sensi, a piazza del Popolo.
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CENTRO STUDI LIVIO MAITAN
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Rete europea di riviste Marxiste
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